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CONTRATTO SI, MA... ALL'ESTERO di Biagio Papotto

29/4/2019
volevo scrivere del contratto che i dirigenti della sanità pubblica aspettano da DIECI anni (un record di cui preferiamo non vantarci), ma poi, tra le notizie di oggi, ne ho letta una che non Le sarà sfuggita, e allora ho pensato che sarebbe stato utile proporre qualche considerazione. La notizia è che – tra i medici europei che si trasferiscono all’estero per lavoro – il 52% è del ns. Paese. Molto più staccati, al 19%, ci sono quelli tedeschi. Sono convinto che le nostre scuole mediche siano le migliori del mondo, ma temo che nella differenza percentuale che ci viene offerta…un forte discrimine sia rappresentato dalla maggiore dignità e dalla migliore retribuzione che i nipoti di Goethe possono avere… Non è un caso che abbia indicato prima la dignità e poi la retribuzione. Siamo italiani ed orgogliosi di esserlo, e vorremmo poter curare al meglio delle nostre capacità, anche se chi dovrebbe pensare a noi ci tratta come fastidiosi orpelli. Fine della prima considerazione. Un secondo punto mi è stato suggerito da una banale riflessione, una di quelle cose che vengono dette tipo chiacchiera da bar: “Per fare i furbi occorre essere in due, uno che fa il furbo ed uno che permette che sia fatto”. E allora mi è venuto da pensare che – se gli Emirati Arabi offrono almeno 14.000 (cito il minimo che ho letto) al mese per avere un buon medico italiano, con i non trascurabili benefit accessori di casa, interprete, scuola per i figli e autista…mi riesce difficile pensare che – con tutto il rispetto per i colleghi che effettuano quella scelta – i furbi siano proprio loro, e i nuovi datori di lavoro siano invece solo degli sciocchi sprovveduti che pagano a peso d’oro qualcosa che non vale così tanto. La terza e conseguente considerazione, allora, viene da se: non ci sono “furbi”, ma solo professionisti ben formati che vengono reclutati con offerte difficilmente rifiutabili formulate da politici che hanno a cuore la sanità dei propri connazionali. Ma allora…egregio direttore…DOVE sono i furbi? Credo di aver compreso: sono quelli che continuano a pensare di trattar male i propri cittadini con misure miopi e vessatorie, che continuano a procrastinare atti essenziali con promesse e accuse incrociate, che non onorano in alcun modo il delicato ed altissimo compito cui sono stati chiamati in maniera ormai evidentemente improvvida. Be’, direttore, anche se nei loro confronti non sarebbe dovuto alcun riguardo, mi sento comunque di ricordare a questi signori (TUTTI) che gli appuntamenti elettorali sono dietro l’angolo, e che i medici italiani che ancora risiedono in questo bellissimo e trascuratissimo Paese sapranno bene come mostrare la loro profonda delusione. Magari potremmo cercare di esportare un po’ di politici…se gli stranieri non sono troppo “furbi”.

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