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MEDICI E CITTADINI: UNA NUOVA ALLEANZA PER LA PERSONA E PER IL LAVORO
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MENENIO AGRIPPA E IL PROCESSO di Biagio Papotto

04/12/2018

Non si tratta ne’ di errore di digitazione, ne’ – tanto meno - di un qualche episodio storico meno noto nella vita del grande console romano.

Abbiamo voluto citare distintamente due parole che ci pare possano venire davvero utili per una visione non partigiana e non utilitaristica di una vicenda che – ad avviso della CISL Medici – non dovrebbe neppure esser posta, tanto scomoda appare in qualsiasi lato la si voglia prendere.

La presenza di un medico negli interventi di emergenza è tanto più opportuna quanto più – appunto – l’intervento sia dovuto ad un caso di gravità. Nella descrizione della fattispecie che fa sempre seguito alla richiesta di intervento è del tutto ovvio che si possa cogliere, nella maggior parte dei casi, la necessità della presenza di un medico oppure l’opportunità che sia personale non medico (ma ugualmente ben preparato, sia chiaro) ad intervenire, ad occuparsi delle persone in stato di necessità.

E qui si apre la parentesi: stiamo parlando di necessità delle persone, NON dei bilanci. Non dobbiamo mai alimentare il sospetto che anziché valorizzare davvero una categoria …ci se ne voglia far paladini per risparmiare su un’altra.

Chiusa la parentesi.

A Livorno, alcuni giorni or sono, si è ventilata anche la possibilità che fosse prefigurato il grave reato dell’esercizio abusivo della professione medica. Non lasciamoci trasportare dall’emotività, dato che non dobbiamo neppure lasciarci influenzare dalla smania politica di una parte o dell’altra.

Qui si parla di diritto alla salute, di emergenze, di cura delle persone. E le persone sono curate da medici e non medici, tutti sperabilmente ben preparati, coordinati, equipaggiati. E retribuiti.

Ed allora il riferimento al nobile tribuno non è ozioso, se ancora a 2500 anni circa dalla sua vita occorre riflettere sul fatto che TUTTI gli operatori della sanità sono utili per le persone e la loro cura. Non occorrerà certo che la CISL Medici citi il famoso apologo, no?

Diverso, però, è il caso del “processo”, e qui dobbiamo volutamente citare il termine per evocare due diversi aspetti: non si può condannare una persona per le proprie azioni compiute in perfetta buona fede e nell’adempimento di un mandato politico, sia pure in contrasto (ma NON professionale) con la propria appartenenza ad una categoria. Il collega Venturi ha –come chiunque – pieno diritto a veder valutato il proprio operato SOLTANTO nell’ottica della propria deontologia professionale e negli atti che ha compiuto nello svolgimento della sua opera da medico. Il resto é politica.

E – tanto per rifletterci su ancora un momento – il termine “processo” ci torna utile anche per significare il ns. punto di vista contro qualsiasi confusione che artatamente si produca cercando di separare la causa dall’effetto. Ci sono moltissimi lavoratori della giustizia (un esempio solo? I cancellieri) che uniscono spesso fior di lauree e una cultura approfondita delle cose giurisprudenziali ad una consolidata esperienza. Senza di essi, di fatto, i processi non si possono tenere, per tutta l’attività che svolgono prima, durante e dopo.

Però non possono esser loro ad emettere una sentenza. Non confondiamo la preparazione con la qualifica. Non si tratta di “concezione castale”, non scherziamo. Qui la parola “casta” è solo l’aggettivo più appropriato per difendere la buona fede di alcuni dalla strumentalizzazione della manovra politica di altri.

E a questo gioco non giochiamo.

LA TUTELA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO E' UN DIRITTO di Annalisa Bettin

06/12/2018

Rimaniamo sbigottiti, senza parole di fronte alla notizia che ieri a Crotone all’Ospedale Civile S. Giovanni di Dio, un medico donna terminato il suo turno di lavoro è stata aggredita e ferita da un familiare di una paziente ed è attualmente ricoverata in codice rosso.

Per un medico sentirsi aggredito è una grande sofferenza e non solo fisica.

Studiare anni con grandi sacrifici, dedicare la vita ad aiutare le persone non sarebbe possibile senza una motivazione interiore, umana prima che scientifica a ridurre se non eliminare la sofferenza, la malattia; essere aggrediti nell’esercizio della professione, mentre la propria aspirazione è portare aiuto è destabilizzante fisicamente e psicologicamente.

Purtroppo non è un caso isolato, ma solo l’ultimo di una serie di violenze e aggressioni a medici e infermieri cui noi rifiutiamo di abituarci.

Chiediamo quindi risposte adeguate urgenti e non più differibili e un’azione concreta di contrasto al dilagante e preoccupante fenomeno delle aggressioni al personale sanitario da parte di pazienti e loro congiunti.

Chiediamo il supporto legale al sanitario aggredito nella denuncia della violenza subita.

Chiediamo, come più volte ribadito dalla Cisl Medici che le Aziende ospedaliere tra i cui doveri è contemplato garantire che gli operatori lavorino in sicurezza, si costituiscano parte civile ogni qual volta un medico o un operatore sanitario sia vittima di insulti, offese, aggressioni verbali e /o fisiche.

Chiediamo che il disegno di legge sulla violenza contro gli operatori sanitari attualmente in commissione igiene e sanità del senato, proceda celermente oppure si preveda la sua trasformazione in Decreto Legge.

Chiediamo che i medici siano sempre considerati pubblici ufficiali e che scatti automaticamente per gli aggressori la procedibilità d‘ufficio.

La tutela della sicurezza sul lavoro è un diritto per i medici e i professionisti sanitari e al contempo un dovere per coloro i quali hanno l‘onore e l‘onere di garantire tale tutela ai cittadini italiani nessuno escluso medici e operatori sanitari compresi.

 

D.ssa Annalisa Bettin

Politiche delle Pari Opportunità e Coordinamento Donne CISL Medici

LO SCIOPERO CHE NON VOGLIAMO di Biagio Papotto

23/11/2018

non ci stupisca un titolo che sembra evocare un pentimento precedente un’astensione dal lavoro che invece non solo ci vede convinti, ma che riteniamo possa e debba essere solo l’inizio di una incisiva azione contro un Governo e più in generale un’attenzione politica che fa dell’inanità la propria più forte e consolidata dote.

La sanità italiana è ai primi posti nel mondo per la qualità e agli ultimi per la spesa. In parole estremamente povere (dato che siamo circondati da decenni da saccenti economisti che spiegano tutto ed il contrario di tutto, salvo il perché continuiamo ad andare sempre peggio): abbiamo livelli di efficienza davvero buoni in confronto a quanto costiamo.

E’ persino banale dire che si può migliorare, ma… siccome ci fanno peggiorare anno dopo anno… c’è di che ancora andar fieri. Orgogliosi di noi stessi e di quanto facciamo ogni giorno, mettendoci la nostra faccia.

No, lo sciopero che non vogliamo è in atto da molto tempo e – purtroppo – sembra che nessuno se ne accorga. E’ uno sciopero “bianco”, uno di quelli che costano a tutti meno che a coloro i quali allegramente lo mettono in atto senza proclamarlo, e anzi ammantandosi di sensibilità e disponibilità false almeno quanto una banconota da 21 euro.

Abbiamo da anni la politica in sciopero, nei confronti di tutti quei cittadini che pervicacemente e un po’ ingenuamente pensano – ad ogni consultazione elettorale – di poter eleggere qualcuno che finalmente darà un nuovo corso a questo bellissimo Paese e un po’ di ascolto alle voci sempre più stanche di una classe lavoratrice trascurata, infamata, derisa.

E siccome ho scritto “da anni” … non ho intenzione di dare maggiori responsabilità ad alcuno. TUTTI, per la loro parte, hanno fatto poco, o potevano fare di più, e in ogni caso – come CISL Medici – poco ci importa stabilire percentuali di demerito per assegnare medaglie al disvalore.

Oggi c’è un Governo in carica che si vanta di essere stato pienamente legittimato dalla volontà popolare e che i sondaggi ci dicono largamente sostenuto dall’opinione pubblica.

Sarà un altro Governo erroneamente convinto dell’immutabilità del consenso?

Ci auguriamo davvero di no, ma noi abbiamo in primis a cuore la dignità delle persone, intese come i nostri colleghi ed i nostri pazienti.

Per cui se qualcuno pensasse di poter ancora giocare con i bambini (conosce quel trucco… niente in questa mano… niente nell’altra…?) sta commettendo un fatale errore.

Lo sciopero di oggi è al tempo stesso il punto finale di un sindacato che non vuole più aspettare promesse e il primo passo di una lunga serie di azioni che dovranno far comprendere ai politici che il tempo delle schermaglie è finito.

Dialogo serio, soldi veri, attenzione sincera.

Altrimenti…vi licenziamo. Altro che sciopero!

CONFERENZA STAMPA DEI MEDICI VETERINARI E DIRIGENTI SANITARI
ROMA VENERDI' 23 NOVEMBRE 2018 ORE 11.30

20/11/2018

Centro Formazione IV piano PADIGLIONE PUDDU
Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini
ingresso Via Bernardino Ramazzini, 80

LA PROTESTA DEI MEDICI, VETERINARI E DIRIGENTI SANITARI COSTRETTA A CAMBIARE DATA: SCIOPERO NAZIONALE VENERDI 23 NOVEMBRE 2018

31/10/2018

A causa di problemi interpretativi delle norme che regolano il diradamento delle giornate di sciopero in sanità, la Commissione di Garanzia ha imposto alle sigle sindacali promotrici dello sciopero del 9 novembre di revocarlo, pena sanzioni pesanti.
Pertanto la protesta si sposta solo di qualche giorno: VENERDI 23 NOVEMBRE si asterranno dal lavoro i medici, veterinari e dirigenti sanitari di tutte le sigle sindacali (ANAAO ASSOMED – CIMO – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA) aderendo alla giornata di Sciopero già proclamata dall’AAROI-EMAC, condividendone le principali motivazioni.
Anche i sit-in organizzati per il 9 saranno rinviati al 23 novembre.
Nel frattempo resta fermo lo stato di agitazione delle categorie professionali e sono confermate tutte le azioni sindacali già in essere:
− il blocco degli straordinari in tutte le aziende sanitarie
− l’astensione dalle attività non comprese nei compiti di istituto
− la richiesta da parte dei dirigenti di usufruire di tutti i giorni di ferie accumulate
− il pagamento di tutti i turni guardia eccedenti l’orario contrattuale;
− le assemblee nei luoghi di lavoro;
− l’Assemblea pubblica a Roma il 14 novembre ore 10.00 presso il cinema Nuovo Olimpia cui saranno invitati gli esponenti di tutti i gruppi politici che siedono in Parlamento;
− Sciopero Nazionale di 24 ore venerdi 23 novembre.

DONNE LIBERE DALLA VIOLENZA NEL LAVORO - 25 NOVEMBRE 2018

16/11/2018

GIORNATA INTERNAZIONALE PER L'ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

MORTI BIANCHE: UN ALTRO MEDICO VITTIMA DEL SUO LAVORO

28/9/2018

La Segreteria Nazionale e la Segreteria Regionale della Liguria esprimono la loro vicinanza e loro sentite condoglianze ai famigliari del Collega Giovanni Palumbo, brutalmente privati dell’affetto del loro congiunto, stimato Professionista ed alacre lavoratore. Ancora oggi a Sanremo un altro collega vittima del suo lavoro, ma sembra che non interessi a nessuno che i medici muoiano, dato che loro devono salvare la vita degli altri, ma nessuno deve salvaguardare la loro! Il Dr. Giovanni Palumbo è purtroppo l’ultimo anello, in senso cronologico, di una terribile catena di delitti che vedono colpiti i medici per la sola colpa di svolgere la loro missione, nel silenzio delle istituzioni che dopo qualche frase di circostanza dopo i delitti, lasciano i medici soli ed in balia di campagne mediatiche di assicurazioni senza scrupoli che incitano la popolazione contro i medici, e lasciandoli senza alcuna difesa. L’autore dell’ efferato omicidio del Dr. Palumbo si era reso già protagonista di una bestiale aggressione verso un altro collega e ciò nonostante era a piede libero, così libero che ha potuto sgozzare tranquillamente il povero Dr. Palumbo, stimato Professionista con una carriera che ha sempre onorato la sua disciplina, la Medicina Legale.

Scegliere di fare il medico ormai equivale ad essere un kamikaze, non esiste più il rapporto di fiducia con le persone e tanto meno la voglia di perseguire una missione. Bisogna sempre lavorare temendo non solo la gogna mediatica, ma anche, ormai, sempre più spesso le aggressioni fisiche. 

La CISL Medici cercò di lanciare l’allarme già nel 2014, organizzando a Chiavari (GE) il Congresso “La Violenza su Medici e Veterinari dal Territorio all' Ospedale” dove si erano portate testimonianze e fatto proposte e ripete’ eventi analoghi in Piemonte e Lombardia. In tutti questi eventi ci fu una grande partecipazione e le istituzioni fecero tanti discorsi: era un argomento nuovo. Ora purtroppo il fenomeno è diventato dilagante e ne parlano tutti, ma nessuno ha mai preso provvedimenti concreti: le Guardie Mediche continuano ad essere in studi isolati e ad andare a domicilio di sconosciuti da sole, i posti di Polizia negli Ospedali sono stati chiusi e la violenza è sempre in agguato: tutti parlano, ma nessuno fa niente.

E’ vergognoso che in un Paese civile succedano impunemente ogni giorno aggressioni verso i professionisti della salute e poi ci si domanda perché i concorsi per medici vanno deserti! La nostra categoria è stufa di essere bistrattata, siamo esseri umani con le nostre famiglie, i nostri ideali, le nostre speranze. Nessuno si domanda perché tanti medici dipendenti del SSN ad un certo punto, se possono, anche senza aver raggiunto l’età pensionistica, si rivolgono altrove. Dove sta andando la qualità del nostro lavoro? Sarebbe da chiedersi perché la prospettiva di vita sta diminuendo in Italia e perché, per risparmiare, la prevenzione vacilla e l’educazione sanitaria viene affidata ai vari ciarlatani del web. Vorremmo tanto che la popolazione si rendesse conto che in un prossimo futuro vivrà solo per le sue risorse e si tornerà alla selezione naturale, come oltre un secolo fa. Immaginiamo che, continuando così, presto negli Ospedali ci saranno le altre figure professionali, oltre a pochi medici che aspettano e sperano nella pensione, e riaprire il numero chiuso a Medicina sarà inutile, perché i giovani di buon senso non opteranno per un lavoro così pericoloso e poco retribuito.

 

La Segreteria Nazionale e la Segreteria Regionale Liguria

BORSA DI STUDIO "GIUSEPPE GARRAFFO" ANNO 2018

27/3/2018



2 borse di studio di € 2.500,00 ciascuna per giovani iscritti alla Cisl Medici.


Destinatari giovani medici tra i 23 e i 36 anni iscritti alla Cisl Medici figlio/a di iscritto alla Cisl Medici o altra categoria della CISL.

 

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 3 ottobre 2018.

 

QUESTIONARIO VIOLENZE AI MEDICI E AI PROFESSIONISTI SANITARI

19/4/2018


MEDICI E PROFESSIONISTI SANITARI VITTIME DI VIOLENZA. E’ SUCCESSO ANCHE A TE?

Chiediamo il tuo aiuto per l’analisi di un fenomeno in crescita e la ricerca di opportune correzioni



       Carissime Colleghe e Colleghi,

da alcuni anni assistiamo alla escalation di crescente violenza verbale e non, verso Medici e Professionisti sanitari. In non pochi casi la violenza è culminata in aggressioni di gravità tale da vedere ormai minata l’alleanza terapeutica che nel rapporto con il paziente ha sempre costituito un elemento imprescindibile per l’attività di cura.

L’aumento delle aggressioni negli ospedali e negli ambulatori a danno di medici e operatori sanitari che, a costo di gravi sacrifici personali continuano a prestare il proprio servizio ai pazienti, ha indotto il Presidente Nazionale FNOMCeO Filippo Anelli a costituire recentemente un tavolo di confronto tra la FNOMCeO e le Organizzazioni Sindacali.

Durante la discussione è emersa la necessità di fornire alle autorità competenti, in primis al Ministero della Salute e ai NAS, numeri e dati certi inerenti al fenomeno, al fine di trovare soluzioni concrete alla problematica.

Per tale motivo Vi chiediamo di rispondere entro il mese di aprile al questionario.

          Cordialità



Il Segretario Nazionale

alle Politiche delle Convenzioni

Dott.ssa Annalisa Bettin

    


Il Segretario Generale

     Cisl Medici

     Dott. Biagio Papotto

 

DONNE LIBERE DALLA VIOLENZA: ANALISI DI UN FENOMENO, RIFLESSIONI E STRATEGIE - NAPOLI 30 NOVEMBRE 2018

25/11/2018

SEMINARIO DI STUDIO CISL MEDICI CAMPANIA E NAPOLI

SALA PIERRE CARNITI - VIA MEDINA N. 5 - NAPOLI

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